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	<title>Commenti a: due cose ancora sul mestiere editoriale</title>
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	<description>una strategia per affrontare l’inaspettato senza essere distrutta</description>
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		<title>Di: clara</title>
		<link>http://iamclumsy.wordpress.com/2008/11/23/due-cose-ancora-sul-mestiere-editoriale/#comment-73</link>
		<dc:creator>clara</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 10:22:53 +0000</pubDate>
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		<description>il lettore non se ne accorge affatto secondo me! Il problema vero forse è questo! Noi ci scervelliamo su come può essere accattivante graficamente o perfetto editorialmente un libro, ma credo proprio che alla fine è solo una mera soddisfazione personale. Purtroppo il lettore non ne è consapevole, ma l&#039;importante è che abbia scelto il nostro &quot;bambino&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il lettore non se ne accorge affatto secondo me! Il problema vero forse è questo! Noi ci scervelliamo su come può essere accattivante graficamente o perfetto editorialmente un libro, ma credo proprio che alla fine è solo una mera soddisfazione personale. Purtroppo il lettore non ne è consapevole, ma l&#8217;importante è che abbia scelto il nostro &#8220;bambino&#8221;.</p>
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		<title>Di: iamclumsy</title>
		<link>http://iamclumsy.wordpress.com/2008/11/23/due-cose-ancora-sul-mestiere-editoriale/#comment-72</link>
		<dc:creator>iamclumsy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 07:43:28 +0000</pubDate>
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		<description>@ clara: stiamo dicendo in parte la stessa cosa, nel senso che io non accuso nessuno e sono anche io una sostenitrice del confronto. quello che volevo sottolineare, però, anche in modo assolutamente autoironico rispetto alla &quot;categoria&quot; dei redattori di cui faccio parte (per una parte della mia vita) è il perfezionismo sfrenato, che in quanto tale è assolutamente miope perché si concentra soltanto su certe cose in modo anche molto rigido e poco comprensibile e spesso molto stupido. 
da un punto di vista comunicativo (e anche edonistico) penso sia vero che sono molto più interessanti e coinvolgenti e &quot;catturanti l&#039;occhio&quot; le soluzioni grafiche più creative e originali, ma penso sia anche vero che spesso chi svolge questi due lavori faccia una gran fatica a capirsi, perché pone l&#039;attenzione su cose diverse. e una cosa che mi è capitato di osservare nella miriade di posti in cui sono stata finora (non sto parlando solo o nello specifico di &quot;oggi&quot;), è che spesso le due figure professionali (redattore e grafico) non riescono proprio a capirsi e tendono ad arroccarsi su posizioni preconcette che di certo non fanno bene ai libri.
ammesso come sempre che il lettore se ne accorga...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ clara: stiamo dicendo in parte la stessa cosa, nel senso che io non accuso nessuno e sono anche io una sostenitrice del confronto. quello che volevo sottolineare, però, anche in modo assolutamente autoironico rispetto alla &#8220;categoria&#8221; dei redattori di cui faccio parte (per una parte della mia vita) è il perfezionismo sfrenato, che in quanto tale è assolutamente miope perché si concentra soltanto su certe cose in modo anche molto rigido e poco comprensibile e spesso molto stupido.<br />
da un punto di vista comunicativo (e anche edonistico) penso sia vero che sono molto più interessanti e coinvolgenti e &#8220;catturanti l&#8217;occhio&#8221; le soluzioni grafiche più creative e originali, ma penso sia anche vero che spesso chi svolge questi due lavori faccia una gran fatica a capirsi, perché pone l&#8217;attenzione su cose diverse. e una cosa che mi è capitato di osservare nella miriade di posti in cui sono stata finora (non sto parlando solo o nello specifico di &#8220;oggi&#8221;), è che spesso le due figure professionali (redattore e grafico) non riescono proprio a capirsi e tendono ad arroccarsi su posizioni preconcette che di certo non fanno bene ai libri.<br />
ammesso come sempre che il lettore se ne accorga&#8230;</p>
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		<title>Di: clara</title>
		<link>http://iamclumsy.wordpress.com/2008/11/23/due-cose-ancora-sul-mestiere-editoriale/#comment-71</link>
		<dc:creator>clara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 20:56:42 +0000</pubDate>
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		<description>Spesso la grafica non ha regole ben precise, se basa molto di più sulla composizione, sull&#039;estetica ed è più difficile usare sempre gli stessi canoni... &quot;open your mind&quot;
E forse l&#039;altra persona ha sbagliato a non dirti che ogni caso va preso per sè e non sempre va basato su altri casi perché potrebbero essere sbagliati i primi o più semplicemente sono cambiate le impostazioni nel corso del tempo.
... e se una persona ha dei dubbi o perplessità perché non chiedere e condividerle?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso la grafica non ha regole ben precise, se basa molto di più sulla composizione, sull&#8217;estetica ed è più difficile usare sempre gli stessi canoni&#8230; &#8220;open your mind&#8221;<br />
E forse l&#8217;altra persona ha sbagliato a non dirti che ogni caso va preso per sè e non sempre va basato su altri casi perché potrebbero essere sbagliati i primi o più semplicemente sono cambiate le impostazioni nel corso del tempo.<br />
&#8230; e se una persona ha dei dubbi o perplessità perché non chiedere e condividerle?</p>
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		<title>Di: iamclumsy</title>
		<link>http://iamclumsy.wordpress.com/2008/11/23/due-cose-ancora-sul-mestiere-editoriale/#comment-70</link>
		<dc:creator>iamclumsy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 12:57:48 +0000</pubDate>
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		<description>@ Alessandro: anche io per lungo tempo ho pensato di diventare libera professionista (e non è ancora detto che in futuro non lo diventi), ma essendomi trasferita da poco a Milano, ancora nessuno sapeva della mia esistenza e cercare di restare dentro a una casa editrice era più comodo e più formativo.
con &quot;nonnismo&quot; sono consapevole di avere usato una parola forte, ma volevo cercare di far passare il concetto – in tempi in cui si parla tanto di giovani e baronie (e a ragione, sia ben chiaro: penso che sarebbe necessaria una riflessione ben profonda, perché sono in campo comportamenti fondamentali delle persone che difficilmente possono essere cambiati da una legge se non vengono prima capiti). diciamo che avendo cambiato due luoghi di lavoro in dieci mesi mi sono resa conto di come venga guardata la nuova persona, un modo che a me ha ricordato l&#039;esperienza da matricola. poi nessuno mi ha legato le stringhe delle scarpe o mi ha picchiato con il sapone...
il perfezionismo è una mala bestia. proprio oggi mi sono chiesta un&#039;altra cosa a riguardo. il nostro lavoro è basato su una competenza molto astratta, come se fosse un contenitore che viene riempito volta dopo volta da contenuti creati da altri che noi dobbiamo solo verificare e correggere. e a volte mi rendo conto di quanto sia difficile comprenderla dall&#039;esterno e mi chiedo quanto possa risultare fastidiosa. se io pongo un problema di uniformità, poniamo a livello grafico (il caso di oggi), la persona che dovrà occuparsene oltre a pensare che mi faccio strani problemi, non si potrebbe anche suscettare perché me ne impiccio? ma se io non lo faccio, non vengo meno a uno dei miei compiti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alessandro: anche io per lungo tempo ho pensato di diventare libera professionista (e non è ancora detto che in futuro non lo diventi), ma essendomi trasferita da poco a Milano, ancora nessuno sapeva della mia esistenza e cercare di restare dentro a una casa editrice era più comodo e più formativo.<br />
con &#8220;nonnismo&#8221; sono consapevole di avere usato una parola forte, ma volevo cercare di far passare il concetto – in tempi in cui si parla tanto di giovani e baronie (e a ragione, sia ben chiaro: penso che sarebbe necessaria una riflessione ben profonda, perché sono in campo comportamenti fondamentali delle persone che difficilmente possono essere cambiati da una legge se non vengono prima capiti). diciamo che avendo cambiato due luoghi di lavoro in dieci mesi mi sono resa conto di come venga guardata la nuova persona, un modo che a me ha ricordato l&#8217;esperienza da matricola. poi nessuno mi ha legato le stringhe delle scarpe o mi ha picchiato con il sapone&#8230;<br />
il perfezionismo è una mala bestia. proprio oggi mi sono chiesta un&#8217;altra cosa a riguardo. il nostro lavoro è basato su una competenza molto astratta, come se fosse un contenitore che viene riempito volta dopo volta da contenuti creati da altri che noi dobbiamo solo verificare e correggere. e a volte mi rendo conto di quanto sia difficile comprenderla dall&#8217;esterno e mi chiedo quanto possa risultare fastidiosa. se io pongo un problema di uniformità, poniamo a livello grafico (il caso di oggi), la persona che dovrà occuparsene oltre a pensare che mi faccio strani problemi, non si potrebbe anche suscettare perché me ne impiccio? ma se io non lo faccio, non vengo meno a uno dei miei compiti?</p>
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	<item>
		<title>Di: alessandro</title>
		<link>http://iamclumsy.wordpress.com/2008/11/23/due-cose-ancora-sul-mestiere-editoriale/#comment-69</link>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 10:27:25 +0000</pubDate>
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		<description>Leggo ciò che hai scritto e la cosa più buffa è che mi ritrovo in tante cose. Abitiamo in città diverse, siamo di due generi differenti, facciamo un lavoro simile ma con modalità un po&#039; dissimili (io sono &quot;libero professionista&quot;).
Che dire del nonnismo... Non so se sia il mio caso, tutt’al più spesso ho riscontrato indifferenza o sufficienza, scarsa cura, ad esempio nel preparare i contratti per il mio lavoro. Ma dal punto di vista professionale grande rispetto; forse questo è uno dei rari vantaggi dell&#039;essere un free-lance, del non condividere spazi e tempi con altri redattori?
Che dire del perfezionismo? Una malattia difficilmente debellabile. Mi chiamano &quot;cagaspilli&quot;? Grazie tante, sono un redattore! Peccato che la dannata etica della perfezione (o meglio, della perfettibilità) spesso si ritorca contro di me. Se mi affidano una correzione sull&#039;ultimo giro di bozze e trovo necessari interventi di revisione, raramente lascio correre, anche se sono pagato per correggere.
Abbiamo tutti immaginato il lavoro editoriale come una passeggiata nell&#039;Olimpo fatato della Cultura. Appena due passi e ci si accorge che è un lavoro come un altro; forse peggio di altri per quanto riguarda la competizione e la ragnatela familista.
Eppure è il lavoro che preferisco, è quello che so fare e che voglio fare.
Alessandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo ciò che hai scritto e la cosa più buffa è che mi ritrovo in tante cose. Abitiamo in città diverse, siamo di due generi differenti, facciamo un lavoro simile ma con modalità un po&#8217; dissimili (io sono &#8220;libero professionista&#8221;).<br />
Che dire del nonnismo&#8230; Non so se sia il mio caso, tutt’al più spesso ho riscontrato indifferenza o sufficienza, scarsa cura, ad esempio nel preparare i contratti per il mio lavoro. Ma dal punto di vista professionale grande rispetto; forse questo è uno dei rari vantaggi dell&#8217;essere un free-lance, del non condividere spazi e tempi con altri redattori?<br />
Che dire del perfezionismo? Una malattia difficilmente debellabile. Mi chiamano &#8220;cagaspilli&#8221;? Grazie tante, sono un redattore! Peccato che la dannata etica della perfezione (o meglio, della perfettibilità) spesso si ritorca contro di me. Se mi affidano una correzione sull&#8217;ultimo giro di bozze e trovo necessari interventi di revisione, raramente lascio correre, anche se sono pagato per correggere.<br />
Abbiamo tutti immaginato il lavoro editoriale come una passeggiata nell&#8217;Olimpo fatato della Cultura. Appena due passi e ci si accorge che è un lavoro come un altro; forse peggio di altri per quanto riguarda la competizione e la ragnatela familista.<br />
Eppure è il lavoro che preferisco, è quello che so fare e che voglio fare.<br />
Alessandro</p>
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