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luoghi comuni

non sono di quelli che pensano e ripetono incessantemente che Milano è la città più inquinata, quella meno verde, dove la gente è più scorbutica e va più veloce, dove c’è più traffico etc. etc.

ormai anche con dati scientifici alla mano (cosa che non accade per definizione quando si tratta di luoghi comuni, che si incistano nelle menti di chicchessia e ivi restano in eterno o finché non si ricorda di esercitare nuovamente il senso critico) immagino sia difficile distinguere tra le città italiane sulla base di criteri altrove considerati importanti: un sensato piano regolatore del traffico; un sensato funzionamento dei mezzi pubblici, che include un’ottimale copertura del territorio; un sensato rapporto tra verde e cemento. tanto per fare degli esempi.

la differenza probabilmente è che Milano viene percepita dalle gente comune come una delle città più importanti d’Italia. e anche qui si parla di luoghi comuni, che magari non vengono nemmeno più esplicitati, ma temo siano ben radicati nella maggior parte di coloro che visitano Milano, o ci si trasferiscono: il motore d’Italia, la capitale morale, la porta italiana all’Europa, etc.

io credo che sia una città fredda, riservata, oltre la scorza ormai francamente volgare e esibizionista. e ha un lato che mi affascina, forse perché la vivo come moderna, come una città in cui qualcosa è successo e il tempo non si misura in secoli. e anche perché è una città letteraria e in sé, architettonicamente, poco sguaiata.

riservata, ripeto.

ma certo, mi sono persa tanto, non posso pretendere di sapere come la città sia cambiata negli anni, e per questo mi affido ancora a uno scrittore, Gianni Biondillo, di cui su Nazione Indiana ho trovato questo.

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

5 Comments

  1. Il modo in cui Biondillo parla di Milano (nell’articolo linkato, nei suoi romanzi) è sempre interessante e non banale. E spinge a cercare di guardare con occhio un po’ diverso qualunque città.
    ciao!
    a.

  2. iamclumsy

    @hooverine: e secondo me, invece, da qualche parte è nascosta la faccia vera.
    @Alessandro: sì, e infatti dovrò anche decidermi a leggere qualche suo romanzo… se hai consigli per cominciare sono bene accetti.

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