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L’arte della gioia

in occasione della ripubblicazione per i tipi dell’Einaudi dell’Arte della gioia di Goliarda Sapienza, Tuttolibri dedica un articolo. Gianni Bonina avvicina il libro della bellissima donna catanese al romanzo ottocentesco europeo, dai Viceré a Madame Bovary e tenta una vera e propria analisi critica:

“concepito come romanzo naturalistico di tipo ottocentesco (…), con uno svolgimento che tiene rigorosamente uniti fabula e intreccio, svela poi improvvise soluzioni sperimentalistiche che ne distorcono il dettato. Le contaminazioni non sono poche: intrusione della terza persona che si sostituisce all’io narrante; cantucci creati con il lettore messo a parte della vicenda della stessa autrice implicita; dialoghi articolati in forma di copione teatrale; elusione dell’indicazione dei personaggi che hanno la parola; eliminazione delle risposte interlocutorie e resa dell’azione secondo i modelli orali della tragedia greca (…)” etc.

Gianni Bonina prosegue l’analisi, che potrete leggervi nei pdf sempre messi a disposizione sul sito della Stampa. Non ho le competenze per commentare nei dettagli la recensione dell’illustre giornalista, fondatore di Stilos, ma avendo trovato il suo scritto estremamente freddo (e probabilmente un bel po’ snob, anzichenò) e sicuramente non invogliante alla lettura di quello che reputo un romanzo profondamente toccante e ben scritto, ho deciso di riportarvi più sotto la recensione che ne scrissi qualche anno fa sul mio vecchio blog, dopo aver letto L’arte della gioia nella pubblicazione (meritevole) di Stampa Alternativa (anche se, leggete qui e articoli successivi sul tema).

Ho letto ad alta voce le prime venti pagine.
Ho sottolineato e fatto orecchie.
Ho finito più di seicento pagine in due settimane, allungando a dismisura il tempo per la colazione e accusando numerosi torcicolli per posture scorrette.
Questi sono tre segni inequivocabili di un libro che funziona e che non dimenticherò in fretta.
Chi mi conosce bene potrebbe ridurre tutto alla mia dipendenza da sicilianità, che Goliarda Sapienza soddisfa in pieno: Catania, Villa Bellini, la Plaja e i colori della terra alle pendici dell’Etna.
Chi mi conosce ancora meglio potrebbe ritrovare nell’Arte della Gioia il mio gusto per il feuilleton, per le storie con decine di personaggi, amori intrighi.
Modesta è la donna che ogni donna dovrebbe voler essere. Forte, sensuale, indipendente, innamorata.
Mentre leggevo L’arte della gioia, ogni volta che mi costringevo a chiudere il libro e incontravo la foto di Goliarda Sapienza sulla quarta di copertina, mi convincevo che era Modesta che mi guardava con la sigaretta tra le mani, con sguardo sicuro, dolcissimo e un po’ malinconico.
Di Goliarda so quello che ho letto in recensioni e prefazioni: catanese, figlia di importanti socialisti di terra sicula, teatrante, scrittrice.
So che questo libro noi italiani abbiamo dovuto farcelo insegnare da altri, perché non eravamo arrivati a cogliere la sua vitale bellezza, l’amore per il suono e la scrittura della nostra lingua, il profondo rispetto per la nostra terra che non si camuffa da ipocrisia, la sua profonda sapienza.
Si vuole entrare in un “altro” sconosciuto per conoscerlo, farlo proprio come un libro, un paesaggio. Infatti poi quando l’hai assorbito, ti sei nutrito di lui fino a che è diventato parte di te stesso, ti ricominci ad annoiare. Tu leggeresti sempre lo stesso libro?
[31 dicembre 2005]

merito del libro è anche la capacità di sguardo sulla storia del Novecento. quella che sempre più cercano di negare o soltanto dimenticare: socialismo e lotta antifascista.

L'arte della gioia di Goliarda Sapienza, 2008, Einaudi

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

9 Comments

  1. Giovanna Providenti

    Ciao, io mi chiamo Giovanna Providenti e ho finito di scrivere la biografia di Goliarda Sapienza, e sono in disperata ricerca di un editore. Grazie di quello che scrivi, avevo già sbirciato il tuo blog mesi fa e ora mi ritrovo in pieno su quanto dici a proposito della non comprensione di L’arte della gioia da parte di G. Bonina nella Stampa. Anche altri recensori su Repubblica, Il sole 24 ore, Elle, non l’hanno compreso, e forse nemmeno letto. Restano tutti in superficie, non riescono ad entrare nella vitale bellezza del romanzo a comprendere che, come dici tu, “Modesta è la donna che ogni donna dovrebbe voler essere. Forte, sensuale, indipendente, innamorata.” Modesta rappresenta un immagine di femminile che non piace neanche alle femministe perchè la sua libertà non è mai ideologica, ma passo passo scaturita da una ricerca profonda di autenticità. Una autenticità che svela la presenza dell’Eros come una componente e una forza vitale presente in ognuno di noi che va valorizzata, recuperata e non repressa. Non è vero che Modesta sia spregiudicata o scandalosa: lei è come è: una persona che riesce a non farsi tarpare le ali dai condizionamenti sociali, dai moralismi, da inutili ideologie che impediscono di vivere pienamente e reprimono le emozioni, sbiadiscono i sentimenti. Ti ricordi quel passo in cui Modesta dice che con tutto quel latte che le davano la mattina al convento le stavano annacquando il sentimento forte? Modesta è una che ha il coraggio di viversi le emozioni e di provare sentimenti. Anche la vita di Goliarda è attraversata da questo coraggio, ma con delle importanti differenze che l’hanno portato davvero ai bordi del pozzo, non per finta come la guardinga, e fin troppo freddamente perspicace e strategica (Goliarda non era per niente così). Il mio libro si intitola Goliarda Sapienza. Biografia delle contraddizioni, inedito se vi interessa ve ne mando qualche stralcio. Scusa la lunghezza…..

  2. iamclumsy

    ciao Giovanna, non mi dare del “voi” come alla fine del tuo messaggio, perché io (ancora, purtroppo o perfortuna) non faccio parte di nessun vero “noi”. e per questo, se volevi aiuto in qualche modo non posso dartelo, posso solo dirti che sono contenta che tu sia d’accordo con me e che spero che L’arte della gioia venda bene in Einaudi e se ne parli.
    cosa che potrebbe aiutarti.
    forse: le biografie non vanno fortissimo…
    comunque un bacio e torna quando vuoi.

      • lor.eh

        ciao.
        ho letto con gioia della pubblicazione della biografia, ma probabilmente ci sono dei problemi di distribuzione da parte della casa editrice. da un mese una grossa libreria di piacenza ha ordinato e pagato in anticipo il libro, ma non è ancora arrivato. è un peccato, spero si risolva presto, sono ansiosa di leggerlo.
        grazie
        loredana

  3. Michela

    Solo poco righe per dire che ho appena finito di leggere L’arte della gioia e sono rimasta incantata. Dopo mesi di astinenza dalla lettura ho scoperto per caso un libro meraviglioso. Ricordo ora di aver sbirciato in passato l’edizione di Stampa alternativa e di averla snobbata (ma non ne faccio un cruccio, si sa che i libri scelgono autonomamente il momento più appropriato per presentarsi). Finalmente mi sento a stomaco pieno.

  4. iamclumsy

    sensazione bellissima, lo stomaco pieno da lettura.
    ma dà anche un bel po’ di vertigine, non credi? soprattutto se poi fissi la libreria e pensi: e adesso che leggo? non credo che mi sia mai capitata la fortuna di infilare due bellissimi libri uno di seguito all’altro.

  5. rossana di fazio

    ho bisogno di contattare giovanna previdenti. potete mandarmi un recapito e mail? mille grazie rossana

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