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dubbi esistenziali

nel giorno del mio primo serio colloquio di lavoro meneghino, vi chiedo:

(parliamo del lavoro della mia vita e continuo a vedere le distinzioni che sto per fare comunque come sfumature)

* tra un lavoro con contratto, pagato (in modo giusto), in una casa editrice diversa da quella in cui avete fatto lo stage e in un settore che non è esattamente il vostro preferito (ma che nemmeno disprezzate, sia chiaro) e con funzioni che si dividerebbero tra redazione e segreteria editoriale

* e un lavoro al massimo della flessibilità come collaboratrice esterna per la narrativa straniera (questo sì che è il settore preferito) con contratto a progetto sempre ventilato ma mai realizzato

voi cosa scegliereste?

io mi barcameno tra tutti gli scenari senza riuscire a fermare il mio cervellino (e badate che naturalmente non ho ancora la risposta post colloquio):

a tratti voglio fare la figa bohemienne, quella che risoluta va per la sua strada con l’obiettivo ben in testa (°-°), pronta a vivere di arance come Arturo Bandini, ma sempre senza nemmeno un capello fuori posto, nonostante le profonde occhiaie.

altre volte invece mi dico che sarebbe meglio smettere di fare la mantenuta (nemmeno per le arance) e cogliere al volo questa occasione, che è comunque un momento di crescita, un altro tassello curriculare, una bella novità e non preclude un bel nulla, anzi mi permetterebbe cene fuori e abiti da figa (non bohemienne).

c’è qualche bell’anima che ha qualche consiglio?

nell’immagine un indizio sulla possibile destinazione post colloquio!
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Archiviato in:editoria e dintorni, vita da stagista

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

6 Comments

  1. Mi è capitata a maggio una cosa simile. Non totalmente, ok, però simile (e magari se vuoi ne riparliamo meglio vis-à-vis) e sono arrivata alla conclusione che “una bella novità non preclude un bel nulla” nel senso che puoi abbandonarla fra un mese, nel senso che puoi ripensarci anche fra 5 mesi (dopo la rimessa a nuovo del guardaroba magari) e nel senso che i contatti (ok questo è un po’ da svampiti della comunicazione però vabbè, aiutano anche loro ogni tanto) non si perdono dalla sera alla mattina e nemmeno, io penso, senza essere fisicamente in un luogo. E anche nel senso che il lavoro che andresti a fare può essere speso per quello che vorresti fare.

    Se non te la senti non coglierla l’opportunità, ma se adesso è la cosa che può darti un po’ di respiro, coglila. Anche il respiro, con l’allenamento, può cambiare. Ne sono convinta.

    (Ho anche un altro esempio da proporti, ma molto più figo del mio…)

    ;)

    baci.

  2. iamclumsy

    sì, mi sa che hai ragionissimo. metterò i tuoi consigli nella colonna dei sì… sempre sperando che tutto questo parlarne non porti male (la mia maledetta superstizione).
    e comunque ne parleremo a vis-à-vis, sì.

  3. iamclumsy

    di occhiaie potessi te ne presterei un po’, ma secondo me anche tu hai buone riserve… le arance non sono più buone come una volta (almeno non nella mie regioni di nascita e adozione) e abiti e cene fuori, se mai riuscirò a raggiungerli, li condividerò.
    per ora solo questo posso fare.

  4. Andrea

    Bè dai, già il fatto di poter scegliere tra due opzioni del genere è un ottimo risultato. io sono ancora al livello-stage-non-retribuito.. e la prospettiva di vivere d’arance è sempre più realistica purtroppo..

    andrea

  5. iamclumsy

    penso di aver avuto fortuna.
    insieme a molta pazienza, molto lavoro quello che ormai temo sia uno dei percorsi preferenziali (master).
    … e poi diciamolo, un po’ di bravura.
    e comunque non ti scoraggiare (tra l’altro sta per iniziare la stagione delle arance :P)

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