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cambiamenti

stamattina mi sono svegliata e, come sempre in questo periodo, era tempo di cambiamenti. ma oggi la radiosveglia gridava una novità che riesco a pensare solo con un bel segno + davanti (rispetto ad altre mie che sono indubitabilmente neutre o ambigue). e non direi, con il titolo vergognoso di Repubblica, che l’America “cambia pelle” [sul sito fino alle 19.15 di oggi]

(e mi è stato detto che ne sono circolati anche di peggio, ma – io
dico – possibile che in Italia non si possa far altro che commentare che c'è un peggio)

ché una nazione non ha colore di pelle, o forma di naso, o range di peso e altezza. l’America ha un presidente giovane e che non fa parte di lobby, almeno fino a quanto se ne sa oggi.

per quanto riguarda me, dovrò mettermi a fare i conti.

lunedì a lezione con Sergio (è il mio AMERICANO “conversatore” d’inglese: americano di madre brasiliana, ha un accento tutt’altro che ofxfordiano con il pregio di essere comprensibilissimo e abbiamo detto cose che mi hanno fatto riflettere sui luoghi comuni) si parlava di quanto fossi o meno schiava dei propositi. ne ho anche già scritto su queste pagine e non vorrei ripetermi. di certo, di sti tempi, in cui il cambiamento che vivo sulla mia pelle è la fine di un’esperienza di lavoro e l’inizio di un’altra (lunedì) mi pare il caso di pensarci almeno un poco, tirare le fila e cercare di capire quello che per buona parte in questo periodo mi è passato attraverso (e sopra). soprattutto perché se dovessi scegliere un solo proposito da voler realizzare da lunedì in poi è: cercare di dedicare il tempo all’ozio e al pensiero.

e ora… mi infilerò tra le coperte con il mio Wall-E

sperando che le cose importanti cambino solo in meglio.

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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