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gli indiscussi vantaggi della capacità di delegare

secretaryquesto lunedì mattina è un classico difficile noioso lunedì mattina. forse perché la prospettiva è quella di una settimana passata tra mail preconfezionate e schedule da riempire con appuntamenti con agenti stranieri (che poi non incontrerò io). lavoro segretariale che francamente non avrei mai pensato di dover svolgere in vita mia e di cui sto cercando di trovare i lati piacevoli.

Ma per quanti sforzi faccia purtroppo penso che non mi si attagli: per carattere tendo a voler andare a fondo di quello che faccio, a voler trovare spiegazioni e motivazioni, e ad annoiarmi velocemente se il compito si ripete.

di certo sto imparando alcune cose, soprattutto attraverso l’osservazione del lavoro degli altri. la cosa che sempre più mi colpisce è la capacità di delegare dei miei colleghi. Avendo una maggiore predisposizione al lavoro in solitaria e alla libera professione in genere, tendo a fare tutto da sola, che sia per necessità o virtù. Eppure immagino che a saper riversare sulle spalle di altri compiti più o meno noiosi/lunghi/insignificanti/antipatici se ne ricavino vantaggi non indifferenti.

Al di là della delega interessata, comunque, mi sono resa conto che molto spesso si tratta semplicemente di essere capaci di valutare i propri limiti e rendersi conto che: a) non si è superman e che le giornate hanno un evidente limite fisico, e b) che probabilmente c’è qualcuno che può fare quel lavoro meglio e più velocemente di noi.

per questo lunedì ho imparato e osservato, anche se come tutte le cattive ragazze, dubito fortemente che metterò in pratica.

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Archiviato in:editoria e dintorni, gente di un certo livello, vita precaria

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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