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Bilbolbul 2009

l’edizione di quest’anno di Bilbolbul è stata al fulmicotone. di sicuro il mio giudizio è completamente viziato dalla visione di Charles Burns (dal vivo parecchio uguale a questa copertina del Believer). believerDopo una corsa in autostrada (Milano- Bologna) tentando di arrivare in tempo alla presentazione (e non riuscendoci), per un attimo ho pensato di buttarmici addosso gridando “I love you, I’ve always wanted to have a tail like Eliza!”, ma poi mi sono trattenuta e lui è scomparso, americano dinoccolato, probabilmente verso un bel piatto di tortellini. Io ho sospirato e mi sono buttata sulla fiammante edizione di Big Baby, che ora giace sulla mia scrivania in attesa di propizi momenti per la lettura, e poi mi sono buttata su un bel piatto di lasagne.

Mostra fenomenale perché il meteriale era fenomenale – tavole originali di Black Hole, Big Baby, El Borbah, schizzi di preparazione per i personaggi dell’episodio di Peur(s) du Noir, disegni infantili e adolescenziali che già lasciavano intravedere l’immaginario definito di un grande maestro del fumetto americano e mondiale. I love you, Charles!

Amanda Vähämäki

Amanda Vähämäki

Ma meravigliose anche le altre mostre che ho visto (scelte derivate da una cernita basata sul gusto personale e limitata dal poco tempo): inizierei dalla fenomenale mostra sul progetto dei sempre acidi Glömp che hanno indagato le possibilità del fumetto tridimensionale; premierei l’amichetta (che riesce sempre a scioccarmi con il suo lavoro e non) Amanda Vähämäki, con i suoi libri scatola che raccontano una cena movimentata e assolutamente dinamica, e interattiva per lo spettatore; Tommi Musturi, con i suoi consueti disegni di omini molli e gommosi, questa volta su acetato (forse), moderne vetrate per idolatrie folli; e poi Sami Aho e i suoi “quadri” di facce cangianti.

E poi ancora Christopher Hittinger, Thomas Ott e Gosia Machon.

Assolutamente senza parole.

Bilbolbul blog

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, scaffale

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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