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super_psycho_editoria

[la mail che segue è vera, me l’ha mandata un editor della Grande Matrigna in risposta a una mia, molto meno divertente e quindi non pubblicata. ve la posto perché sappiate come si vive a fare questo lavoro: supereroi senza mantello, supervista, tele di ragno etc. i nomi sono stati cambiati e sostituiti con quelli delle vere identità di famosi supereroi. io sono Ben, quello in fondo.]

Oddio, pure tu come Selina! Anche lei sta sviluppando il panico da aereo, e ogni incidente che compare sui siti internet mi manda il link.

Cercherò di essere accademico: Nel mondo moderno, e in particolare nell’editoria, arriva nella carriera di tutti un momento in cui l’incertezza per il futuro, unita alla sensazione di non ottenere risultati dai propri sforzi, genera forme d’ansia, che sfociano in sintomi tra i più disparati. Tra questi: attacchi di panico, fobie (tra le più diffuse proprio quella degli incidenti, e buona seconda quella per disordine e sporco), spossatezza cronica, insonnia, paranoia. È bene non trascurare queste prime sintomatologie, che possono rivelarsi i prodromi di psicopatologie più profonde e difficilmente eradicabili. Alcuni rimedi empirici sono: terapia sintomatica attraverso farmaci omeopatici o prodotti erboristici, esercizi di rilassamento e yoga, e soprattutto, provare a deludere le aspettative che ci vengono imposte, scoprendo che la maggior parte delle volte non succede proprio nulla. Anche le vacanze aiutano. Se i primi accorgimenti si rivelano insufficienti, la consultazione di uno psicologo non deve essere percepita come una sconfitta. Dico questo in via puramente teorica, io non ne so nulla, e soprattutto non mi è mai capitato di contare tutte le cose (quanti secondi ci vogliono perché si alzi la sbarra del parcheggio, quante pentole si usano per un pranzo, quante persone si hanno davanti in coda…) Mai.

Noi siamo in città, ma stasera abbiamo, appunto, una cena con Reed, depresso da una nuova patologia: infiammazione alla spalla che gli impedisce parecchi movimenti. Saremo però qui tutto il week end, sentiamoci!

lacosa1

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Archiviato in:editoria e dintorni

About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

2 Comments

  1. Mi era sfuggito questo post… non resisto, lo voglio commentare!
    Io ho un collega che a causa del precariato nell’editoria ha sviluppato una brutta ansia: fa fatica a uscire di casa. Il primo forte sintomo lo ha avuto quando un giorno è entrato in redazione dopo un’ora di viaggio con i mezzi, ha messo giù la borsa e l’ha subito ripresa per scappare, riaffrontando subito un’altra ora di viaggio pur di tornare a casa. Tutta colpa del modo in cui ci stanno trattando! Siamo noi i supereroi! Un paio di settimane dopo anche io sono arrivata al colmo e non sono andata in redazione per tre settimane di fila senza avvertire nessuno… all’idea di metterci piede mi veniva la nausea! E tutto per quella sensazione di impotenza che ti accompagna ogni giorno nei tuoi tentativi maldestri di insegnarti da sola il mestiere cercando al contempo di restare a galla (perché mutuo e bollette non si pagano da sole e il tuo lavoro è sempre sul filo del rasoio). A chi esalta la flessibilità farei provare questa vita anche solo per un mese… il mondo dorato dell’editoria… sì, forse un tempo!
    Clumsy, perdona lo sfogo, sarà il cielo plumbeo di stamattina…

    • clumsy

      non ti preoccupare, viva i gruppi di aiuto collettivo. :) ovviamente, hai ragione su tutta la linea.

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