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dieci fumetti per dieci anni (3)

certo che siete incredibili. passate a frotte e non commentate. forse avevate capito dagli indizi dei due impavidi? charles e B.H., dite?

1. Charles BurnsBlack Hole 1995-2005 (Coconino 2003-2005)

aprite Black Hole, leggete due pagine e avrete una rappresentazione precisa di cosa voglia dire “sesso”. facile a dirsi il plot: durante un’estate degli anni Settanta, un gruppo di adolescenti americani contrae una terribile malattia a trasmissione sessuale che causa loro tremende mutazioni genetiche.  bocche (i black holes del titolo, facilmente riconducibili ad altro) che si aprono come ferite su schiene e colli, code, bubboni deturpanti, antenne… i ragazzi diventano poco a poco degli emarginati e si ritrovano a vivere come barboni nei boschi attorno alla città. i più mostruosi e abbandonati aiutati da chi ancora non ha segni visibili della malattia ed evitati e insultati dagli ex amici sani.

la paura del sesso, il fascino del sesso, il suo profondo significato, i suoi pericoli. avvolti in spire vischiose di bianco e nero, ci si immerge nel racconto di un’epidemia che colpisce i ragazzi e li fa mutare. personaggi da film horror classico e un racconto trascinante e inquietante sull’affrontare i cambiamenti del proprio corpo, il confronto con l’altro, le difficoltà di una relazione, la paura di non essere voluto, lo scherno del gruppo di amici, la fatica di prendere una direzione fedele a se stessi.  insomma, una storia sull’inquietante periodo dell’adolescenza,  epoca della vita che è un mistero per chi la vive e ripiomba nell’oblio per chi ne esce, ma che può continuare a essere metafora di un’inquietudine perpetua, della ricerca continua, dell’incessante domandare e dell’insofferenza all’abituale modo di vivere il mondo.

a cavallo tra l’horror e la critica sociale, un fumetto che è l’assoluto capolavoro degli anni 0.

e poi ho sempre voluto avere la coda.

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, scaffale

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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  1. Pingback: Charles Burns e i suoi incubi più reali del reale | ferramenta

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