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Memorabilia – Libri 2010 (I)

Mentre una parte consistente del blog langue, e comunque in ritardo sulla fine del 2010, ho ben pensato di rimpolpare queste pagine con un post sui migliori libri del 2010. È forse necessaria una nota iniziale sull’altrimenti apparente mancanza di senso delle mie scelte: le mie letture sono sempre molto disordinate, e forse è così per tutti, ma generalmente e con grande facilità mescolo narrativa, saggistica e fumetti, novità e ripescaggi, italiano e lingue straniere. ecco il perché della totale inutilizzabilità di queste veloci note su tutto e niente, se non come semplice record di ciò che, pubblicato nel 2010, è capitato tra le mie mani e vi è rimasto con mio sommo gaudio. buttato all’aria ogni inutile intento classificatorio, mi atterrò a una parzialissima stupidissima superficialissima elencazione di ciò che ha colpito la mia mente, sperando che qualcosa vi incuriosisca.

Temo di giocarmi subito l’asso, ma non posso fare a meno di iniziare con quella che è probabilmente la scoperta del 2010, di cui tra l’altro ho già parlato qui, ma mi ripeto perché Les Noceurs di Brecht Evens (Actes Sud) è davvero meraviglioso (non mi arrischio a un “soddisfatti o rimborsati” solo perché non sono fatta per il gioco d’azzardo, e perché no, non ho soldi da azzardare). Si tratta di un fumetto, per ora disponibile solo in francese e nell’idioma originario (fiammingo) [aggiornamento: non è vero, per gli anglofoni è già disponibile l’edizione Drawn & Quarterly] del soggetto immortalato qui, in una foto che vi dà già elementi sufficienti a comprenderne la genialità, e non esito a profferire il mio amore eterno perlomeno alla sua mano che riesce a creare tavole di questa levatura:

Guardate anche solo l’effetto dell’acqua in piscina… Ma per dirne un’altra: il fumetto segue i movimenti di alcuni personaggi contraddistinti da un colore, come la signorina rossa qui sopra, e il lettering stesso cambia colore a seconda del personaggio a cui si riferisce. Insomma, una certa perizia. La storia, almeno quella di questo libro, non ha la stessa importanza delle immagini, che però valgono il prezzo del biglietto. Sembra di tornare bambini, a perdersi nei dettagli dei libri di Scarry, ma qui c’è tutta un’altra vitalità che cova sotto la superficie: liquida e sottilmente perversa. E adesso arriva anche il bonus: Brecht Evens sarà in Italia a marzo qui, siete avvisati!

Cambiamo completamente genere e forma con il prossimo libro (ve l’avevo promesso!), ma l’imperativo è lo stesso: se ancora non avete letto L’uomo verticale di Davide Longo (Fandango) correte a comprarlo prima che scompaia dalle librerie e mettetevi al lavoro! Ibrido riuscito tra un film horrorifico/apocalittico americano e la migliore narrativa nostrana, L’uomo verticale è un’inquietante riflessione sul futuro della civiltà e sull’utilità, in un mondo caduto in mano alla violenza, di etica e cultura. Tremendamente amaro, ma, temo, anche profondamente realistico. Raccapricciante a tratti, poetico in altri, è un libro che si legge come un thriller e lascia tracce profonde nell’immaginario e nel pensierio. A cosa serviranno i libri, quando saremo in preda a orde di barbari? Fino a che punto si può difendere l’estraneo e quando viene l’ora di stringersi attorno agli amati? A cosa serve rimanere saldi in ciò in cui si crede, quando attorno nessuno crede più a nulla? Brividi.

Smorziamo temporaneamente, e per modo di dire, la tensione con il prossimo: Mia mamma (è in America, ha conosciuto Bufalo Bill) di Émile Bravo e Jean Regnaud (Bao Publishing), un fumetto finalmente diretto davvero ai bambini (una volta per tutte: i fumetti non sono quasi mai per bambini). La mamma di Jean è sempre in viaggio e lui non sopporta quando la gente gli fa domande su di lei: non lo sa dov’è, è inutile che chiedano; e non lo sa cosa fa, almeno fino a quando non iniziano ad arrivare le cartoline. Una piccola storia sulla fine dell’innocenza e il dolore della crescita, lieve e commovente insieme. E ciò detto sopra non vale al contrario: questo libro potete leggerlo anche da adulti.

continua…

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, scaffale

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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