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Memorabilia – Libri 2010 (II)

… continuiamo

Uno dei primi libri letti quest’anno e uno di quelli da ricordare: Non abitiamo più qui di Andre Dubus (Mattioli 1885). Ho una nota: il libro è uscito in Italia a fine 2009 ed è una raccolta di tre racconti lunghi scritti dall’autore americano tra il 1975 e il 1980; ma mi consentirete l’eccezione alla regola (ché tanto avrete capito che mi piace farne su questi temi), soprattutto visto che di questo libro non si è parlato molto e a torto. Andate per esempio a farvi un giro sulla pagina di Ibs e vedrete l’uniformità dei voti: pochi lettori ma tutti entusiasti! Di che si tratta? I tre racconti sono incentrati sulle vicende di quattro personaggi, due coppie, intrecciate in storie d’amore, sesso, tradimento, matrimonio. E una punta di squallore, anche, o tristezza, abbandono, stasi. Tre racconti diversi per punto di vista, narratore e forse anche risultato (ma solo perché il primo è impeccabile e quindi difficilmente replicabile), dove il trait d’union sono quasi meno i  personaggi rispetto alla capacità chirurgica di indagare i sentimenti, senza sconti. Colpisce la lama tagliente di Dubus. Evidentemente quest’anno sono stata preda di un’ossessione per la sincerità o la sua apparenza, comunque senza ritegno, ai confini del morboso, ma forse si tratta soltanto di ricerca della verità, in questo caso attraverso la letteratura.

Altro fumetto, e anche qui siamo a livelli altissimi, di tecnica soprattutto, ma anche di racconto.

Cinquemila chilometri al secondo è il terzo fumetto di Manuele Fior a uscire per la Coconino. Anche qui il colore, anche qui l’acqua nel colore, nel disegno, nel racconto. Poco tratto, i personaggi emergono dalle macchie, tinte che fanno pensare ad altri decenni per poi scoprire che questo racconto di un amore impossibile, incontrollato, bruciato, sfuggito potrebbe essere ambientato nel futuro, e forse in ogni epoca. E poi insomma anche se non siete sentimentali e tutte queste romanticherie piagnone (si trattasse di questo…) non vi interessassero, basta anche solo questa tavola per capire il valore del fumetto. E se non lo capite vuol dire che la vostra capacità visiva è oramai irrimediabilmente fottuta. Condoglianze.


continua…

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About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

6 Comments

  1. grazie clumsy: mai sentito nominare andré dubus, e valuto la gravità della lacuna anche dagli esiti della ricerca sul catalogo web della mia biblioteca comunale (Prolificissimo! Però, insomma, succede…). Il “tuo” libro non c’ era, ma ho portato a casa “la casa di sabbia e nebbia”, (orig. 1999, trad. 2004, PIEMME) di cui oggi, complice la giornata così così, ho letto un centinaio di pagine: le storie drammaticamente evolventi di due personaggi, che stanno convergendo verso un polo di attrazione che è la casa del titolo. Sto in pena per tutti e due e sono un po’ dispiaciuto di non poter probabilmente continuare fino a mercoledì, starò in pensiero…

    • clumsy

      Ciao sestorasi, sai che sono persone diverse? :( due scrittori, dal nome quasi uguale, se non fosse che quello che citi tu aggiunge un III in fondo al nome. forse sono parenti, non so.
      il tuo non l’ho letto, ma il “mio” è fenomenale.

      • sestorasi

        eh sì, l’uno è il figlio dell’altro (chissà perchè poi III). L’ ho imparato dalla biografia di andre dubus in testa al libro da te segnalato (che mi sono appena procurato, sto iniziandolo). Il figlio comunque non è per nulla male, sai? tra l’altro evidentemente scrive romanzi mentre il padre si è rifiutato tutta la vita, respingendo varie offerte di editori e stando sui racconti che per lui erano la forma di scrittura più alta, pur consapevole che coi racconti non ci si fanno soldi.
        ciao

      • clumsy

        son contenta davvero di avertelo fatto scoprire. e io sono convinta che la creatività nasca dal limite.

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