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stupida

devo lasciarti andare, lasciare andare il sogno, anche perché questo ormai è rimasto: un sogno di ciò che poteva essere e che non è stato e che si sta trasformando in un incubo che mi mangia le giornate, mi mangia lo spazio mentale a chiedermi cosa stai facendo, cosa pensi, se mi pensi. mi fa sentire stupida, inutile, stupida e di nuovo stupida, umiliata, illusa, fantasticante e stupida, stupida stupida. pensare se sei lì, anche se non sei qui, se ci sei davvero, e poi il secondo dopo pensare che devo pensare che non ci sei mai stato davvero, come mi hai detto tu, e non ci sei ora e mai ci sarai e che mi hai fatto male abbandonandomi e che non posso nemmeno provare questo male perché per stare con me quel poco tempo hai abbandonato qualcun altro che aveva maturato più diritti su di te di me. e il suo male offusca il mio male, che è basato sul niente, su pochi istanti di gioia pura, puro amore, pura comunione, pura speranza. non ne avevo il diritto, me l’hai fatto pensare tu e ancora lo penso e ci soffro e ora mi sento di non aver diritto nemmeno a questo male che sento e di cui a te non importa nulla, dimenticata come mi hai. sarà poi vero? non so, ma questo mi è rimasto, non poter nemmeno pensare di aver diritto a star male. non ho più niente, non ho diritto a star bene, non ho diritto a star male. mi sento svuotata di tutto e stupida, tremendamente stupida a scrivere queste cose, tremendamente stupida a sperare che tu le legga, tremendamente stupida a sperare che tu mi scriva, tremendamente stupida guardandomi con gli occhi di chi leggerà quello che sto scrivendo e penserà che sono tremendamente stupida. e vuota e sola e ossessionata e innamorata e stupida. e allora devo interrompere l’attesa, questa attesa dissimulata, negata a te e anche a me stessa, l’attesa che tu possa tornare a dirmi che mi desideri, che mi pensi, che non riesci a stare senza di me, che mi vedi, mi accetti, mi ami. questa attesa folle di ogni cellula del mio corpo, questa attesa che devo scardinare a partire da ora, anche se chissà ancora per quanto ti attenderò, sbagliandomi, cadendo a ogni passo, sentendomi ancora stupida perché cado, ti penso, ti aspetto e però, ti prego ti prego no, non dicendo più niente, non scrivendoti, non cercandoti. come ultimo dono, rispettando davvero fino in fondo l’orrore di questo silenzio che hai cercato, voluto, ferendomi ancora più a fondo, perché non riesco a non sentirlo come la negazione dell’importanza di quello che abbiamo provato, la negazione di noi, e in fondo della mia esistenza tutta.
bene, mi prostro anch’io da ora a questo silenzio immondo.

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About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

6 Comments

  1. Si ama l’altra persona di un amore superiore alla sua capacità di contenerlo in s’è. Non si versa un litro di dolcissimo Chablis in una brocca di terracotta, non capirà che vino è, soprattutto se è una brocca da mezzo litro. Non c’è nessuna ragione per soffrire eppure soffri. Il mistero terribile di ogni donna, la maledizione sottile di toccare il cielo con un dito e precipitare agli inferi come Proserpina solo per quella presenza maschile che ha le chiavi della sicurezza. Anche la donna più intelligente e sensibile si riduce a poltiglia sanguinolenta di amore spiaggiato. Quando quello sguardo rassicurante si spegne. E quando si spegne è un blackout retroattlivo. Le parole del passato suonano distorte dal dubbio. Dio quanto è maledettamente facile infilare coltelli nel cuore delle donne e quanto è difficile per le donne levarsi dal cuore quei coltelli. Una donna non sa sputare sulla tomba di un amore perchè il becchino che ha amato è sempre meno ipocrita, meno miserabile e accattone di quel che si pensava. Avere la consapevolezza di essere belle e preziose al di là di occhi idioti dovrebbe essere un dovere.

  2. luci

    Ma la confessione del dolore in parole è già un bel passo in avanti, è già parte del processo di cancellazione del male ingiusto. Brava che sei a buon punto!

    • clumsy

      non so se è cancellazione, non so se è un passo avanti, non so se il male è ingiusto, non so se sono brava e non so se sono a buon punto.
      di certo è confessione e di certo è dolore.

  3. Alessandra

    ” […] e scrivere d’amore,
    e scrivere d’amore,
    anche se si fa ridere;
    anche quando la guardi,
    anche mentre la perdi
    quello che conta è scrivere;
    e non aver paura,
    non aver mai paura
    di essere ridicoli:
    solo chi non ha scritto mai
    lettere d’amore
    fa veramente ridere […]”.

    Le lettere d’amore, R.Vecchioni.

    Abbracci, Ale.

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