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Io amo Tuono Pettinato

[questo è un post dichiarazione d’amore. dovrò essere sincera, però: il fatto che io ami Tuono Pettinato non vuol dire poi niente visto che amo un sacco di gente, ma vuol dire anche tanto visto che c’è pure un sacco di gente che odio. in fin dei conti so bene che i miei sentimenti susciteranno l’indifferenza della maggior parte dei lettori là fuori, come è giusto, per cui cercherò di essere obiettiva, mettere da parte il mio nobile sentimento, eppur spiegarvi perché io lo provi. rimane pur sempre un post in cui lo spirito critico è obnubilato dal folle sentire, per cui ciò che vi consiglio è di provar voi di prima mano, correndo in fumetteria e comprando ciò di cui parlo. in seguito potrete venire a contraddirmi o a dichiarare anche voi che amate Tuono Pettinato.]

il tutto ha origini lontane, ma si cristallizza ora in questo libercolo. i motivi eccoli qua:

– son persona che apprezza sopr’ogni cosa la finzione, sopr’ogni cosa tranne la verità. in definitiva non saprei dire se io apprezzi più l’immaginazione o la realtà. e insomma, trovare in un fumetto dedicato ai bimbetti, un’introduzione in cui si dichiara di cosa si parlerà e insieme si confondono le acque e si solleva il velo di Maja mostrando a tutti che quando si racconta di sé un po’ si svela e un po’ si cela, un po’ si inventa e un po’ si mostran le proprie pudenda e alla fine della fiera tu lettore, se la prendi da questo punto di vista, non capisci più niente e devi soltanto fare un atto di fiducia e poi dimenticartelo e perderti tra le pagine per poi magari dopo tornare a pensarci e e e… insomma, questa cosa è estremamente attuale, è una sincera dichiarazione dell’esser votato l’istinto umano alla balla, e si trova alle fondamenta stesse della comunicazione artistica. e Tuono ve la offre, bimbetti. che meraviglia!

– son persona dalla risata facile nella vita quotidiana, ma difficilmente mossa anche soltanto al sorriso da qualsivoglia opera, sia essa letteraria, televisiva, cinematografica et cetera. gli scoppi di risa che provoca la lettura del Tuono sono quindi un dono dal cielo. e vi assicuro che si ride assai, non dico a ogni tavola, non dico ogni due, ma almeno una decina di risate secche su 98 pagine di fumetto me le sono fatte. e vista la premessa di cui sopra, non è per me roba da poco.

– son persona che riconosce il bel parlare e ne stima i risultati su carta. il Tuono è soggetto la cui lingua è un insieme di vernacolo pisano, stilemi alti ricercati letterari rinascimentali quasi (sarà lo spirito del Garibaldi che ancora possiede il nostro) e frasette da ingenuo bimbo fumettoso. alla fine mentre leggi capisci che ogni parola non è buttata giù a caso, e però insieme non ci badi, perché il tutto risulta di una simpatia spezzacore. e intanto però il Tuono riesce a modificarti le sinapsi e a tirarti fuori post in cui usare locuzioni come “di tal fatta” e parole come “libercolo”, e citare concetti come il Velo di Maja. insomma, è tutto merito suo: Tuono eleva. da perfetto divulgatore di cultura alta tra le righe del demenziale e della gag leggera, riesce a plasmarti la testa meglio che la televisione negli anni Sessanta e a far riemergere come la panna sul latte scaldato tutto quel che avevi dimenticato (e sì, Tuono Pettinato riesce a insegnarti senza che tu te ne accorga anche a far di rima).

– son persona legata ai ricordi, nostalgica forse? chissà. ma di certo convinta che non si possa buttare il bambino con l’acqua sporca e che il ricordo, portando con sé una storia, sia il motore della narrazione. e, insomma, il magnifico lavativo Andrea ci racconta cose che ricordate anche voi e che vi faranno scendere lacrimucce di tenerezza per i giochetti con la ranocchietta nell’acqua (LA RANOCCHIETTAAA °-°), i libri game di Lupo Solitario, il vecchio Commodore 64, il mangiacassette et cetera, ma anche per tutti quei modi che hanno i bimbetti di perdersi nei loro pensieri, di viver nei loro sogni, di essere centrati centratissimi su di sé ed essere soli ed esser allegri e aver paura, e insomma di esser bimbi. e non è facile raccontare l’esser bimbi.

e poi vabbé, Tuono quando ce l’hai vicino sono minuti di festa, anche se è una festa vissuta nella fortezza del proprio cervello.
non dovesse capitarvi, almeno potete tenervi sul comodino il bambino Andrea. è già molto.

Tuono Pettinato – Il magnifico lavativo Topipittori 2011

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, scaffale

About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

2 Comments

  1. Francesco

    come sono d’accordo con te. proprio di recente il suo disegno originale che tengo in bagno (uno della serie “supereroi dal ferramenta”) ha ricevuto ancora una volta apprezzamenti. “chi è?” chiede la mia ospite. e io inizio a raccontare storie lunghe, ormai, quasi quindici anni.
    evviva tuonino!

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