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Presente – Bajani, Murgia, Nori, Vasta (Einaudi)

Uno dei libri più belli che ho letto quest’estate, e per dire ho letto anche Furore di Steinbeck, Le Streghe di Roal Dahl e qualche bel fumetto così poco conosciuto in Italia che non è il post(o) giusto per parlarne, è Presente (Einaudi). Un diario scritto a quattro mani da Giorgio Vasta (che è anche ideatore e curatore del progetto), Andrea Bajani, Michela Murgia e Paolo Nori.
I quattro autori si sono “divisi” il 2011, raccontando un mese dopo l’altro cosa succedeva nelle loro vite e in Italia, a dosi personali e diverse. Bajani, divertente e ironico, cerca continui rimandi simbolici in quello che gli capita; Murgia, concreta e politica, ha una scrittura a tratti più vicina al giornalistico, ed è propositiva, energica; Nori, il genio stolto del luogo comune, parla solo di sé e poi ti tira fuori l’aforisma da tatuare; Vasta continua ad andare alla ricerca di senso e a venerare ossessivamente la lingua.

E leggere un libro del genere fa ancora più pensare a cosa ti succedeva nel marzo del 2011, quando prendevi e ribaltavi la tua vita; nell’agosto del 2011, che eri un fantasma di stracci; nel dicembre del 2011, quando poco a poco riprendevi a sorridere. E mentre ti ci fa pensare, rimette anche la tua vita in prospettiva e ti insegna a uscire un po’ dai tuoi confini e a guardarti attorno; oltre a un sacco di altre cose, come i libri buoni dovrebbero fare.

Però poi a me questo libro mi ha fatto anche venire voglia di scrivere ogni giorno. (E un blog dovrebbe servire a quello.) E voglia di raccontare cose quotidiane, intime, quelle che si scrivono nel diario. (E anche in un blog, insomma.) Anche se non è poi detto che quello che si scrive in un diario sia vero, che rimane pur sempre anche una forma narrativa, un genere letterario e nella letteratura non sempre si dice la verità, e lo dice anche Vasta alla fine di Presente:

“In un diario si dice la verità. O meglio: in un diario si dovrebbe dire la verità. Si dovrebbe cioè attenersi ai fatti accaduti, alla loro articolazione nello spazio e nel tempo, limitandosi a registrarli, eventualmente a chiosarli. Ma la scrittura di un diario è forse soprattutto un’esperienza letteraria e, lo sappiamo, il letterario è un luogo in cui la nozione e la pratica di verità vengono riformulate.”

(E anche in un blog mica si dice sempre la verità.)
E allora ho pensato che il primo di settembre era il giorno giusto per iniziare a fare questa cosa. Proprio quando tutti iniziano a fare le loro nuove cose, come fossimo tanti scolari con i libri da ricoprire con la plastichina protettiva e l’astuccio da controllare se c’è tutto e da rifare la punta alle matite.

Quindi io ci provo. Voi, se vi va, seguitemi.

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Archiviato in:fiction e non fiction, scaffale

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

6 Comments

  1. Francesco

    Il primo di settembre, si sa, è il vero Capodanno. Io appoggio il tuo proposito leggendoti, come sempre. Cincin, e buon principio, nuovamente.

  2. Avevo un po’ snobbato questo libro senza validi motivi, oppure cambiando prospettiva diciamo che non aveva destato particolare interesse. Al prossimo giro in libreria lo guarderò con più attenzione.

  3. Sia a Cartaresistente che a te, consiglio i due romanzi “Se considerei le colpe” e “Ogni promessa”: belli, oltre che pluripremiati. Ciao da Daniele Bajani (padre)

    • clumsy

      buonasera, padre :)
      “Se consideri le colpe” letto. molto bello.
      “Ogni promessa” ce l’ho ma ancora non letto.
      grazie, comunque

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