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Diario 2/9/2012 – Il nulla

Oggi non ho fatto nulla. Era domenica ed era l’ultimo giorno prima di tornare in ufficio. Potrebbero servire da scusanti, ma è certo che non fare niente tutto il giorno dovrebbe risultare più complicato. Sono uscita per spostare la macchina e comprare il giornale. La macchina l’ho spostata, il giornale l’ho comprato, ma poi non l’ho letto. È ancora in mezzo a bollette aperte, piatti sporchi e sorpresine kinder sul tavolo della cucina. Avrei anche dovuto riordinare casa, infatti. Ho fatto da mangiare due volte, oltre a riempirmi una tazza di cereali per colazione. E ho spostato più volte il modem, perché non scomparisse la connessione.

Per non fare niente tutto il giorno, basta internet. E essere pronti a esserne risucchiati, il che vuol dire essere fatti di un impasto di pigrizia, autoindulgenza e ansia di perdersi qualcosa di importante tra i milioni di informazioni che ci bombardano ogni giorno. Alla fine 10 a 1 che te lo perdi, ma soprattutto ti perdi tutto il resto.

Avrei bisogno di più disciplina. Avere quella forza di volontà che mi fa dire “ora no”. Che poi senza si vive facile, come dimostra il mese agostano lontano da connessioni semplici.
E dopo una domenica così mi sembra di non aver raggiunto niente e non sono nemmeno rilassata e riposata. Mentre avessi letto qualche pagina di un libro, scritto un po’, fatto una passeggiata o anche soltanto dormito, la mia domenica avrebbe avuto più significato.

Oltre a offrirmi qualcosa di cui parlare nel mio diario.

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Archiviato in:Diario, scrittura

About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

4 Comments

  1. I momenti di inattività, forzata o meno, sono sempre positivi. A volte è necessario farsi risucchiare dal nulla o da piccole attività inutili. Come disse Hemingway ad un suo intervistatore, sorpreso di vederlo alle prese con le canne da pesca e lunghe attese sul fiume:
    “Se non avessi queste pause non riuscirei a scrivere” disse, più o meno.

  2. Francesco

    Come sono d’accordo con te, baby. Staccare, staccare, accidenti. Stare a guardare il mare, il muro o anche un fiume, come dice Pani. Per riposare davvero. Leggendo il tuo post ho pensato che anche io spesso mi comporto così: penso di non far niente, eppure mi tendo e mi stanco.
    (Mi chiedo se il mio impegno sia di commentare tutti i post che scrivi. Facile, eh. E al limite dello stalking. Ma d’altro canto sai dove abito.)

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