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Post-it monsters – John Kenn Mortensen

[recensione originariamente apparsa su Lo Spazio Bianco]

Post it monsters - Thumb

Di John Kenn Mortensen si sa quel che è scritto sul suo sito: autore danese di programmi per bambini, classe 1978, padre di due gemelli, ha poco tempo e disegna mostri sui post-it.
Post-it monsters è la raccolta appunto di quei disegni, rapporto 1:1, dopo che hanno avuto una discreta diffusione su internet.
Il classico post-it giallo, in orizzontale o verticale, è tutto lo spazio che serve per rappresentare mostri spaventosi, buffi o schifidi, che si nascondono tra gli alberi, in mezzo alle onde, dietro finestre di case abbandonate, sotto i ponti o tra la nebbia.
Una serie di schizzi, che ricordano non poco atmosfere e stile di Edward Gorey, realizzati in ufficio mentre Kenn si prendeva (e continua a prendersi, dato che un secondo libro è in uscita) una pausa dal lavoro.
Piccole scosse di adrenalina per lo spettatore, ben altra cosa per i coprotagonisti dei disegni, bimbe e bimbi braccati dalle ombre. Vien da pensare a una mini-vendetta di Kenn su lavoro e vita, sfruttando uno dei più comuni modi per alleviare l’ansia.
Un libro illustrato divertente e ben disegnato, da banco di libreria, ideale per fare un regalo, forse un pelo costoso; mentre per godersi i mostruosi disegni basta farsi un giro sul sito di Kenn, dove, certo, si perde la dimensione originale del post-it, ma si possono apprezzare tutti i dettagli.

Abbiamo parlato di:
Post-it Monsters
John Kenn Mortensen
Elliot Edizioni, 2012
monocromo, 80pp, – 16,50 €
ISBN: 9788861923027Post it Monster - Footer

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, Lo Spazio Bianco

About the Author

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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