comment 0

Una coincidenza

da unastoria - Gipi

da unastoria – Gipi

È stata solo una coincidenza tutta personale se ieri ho guardato l’intervista a Philip Roth pubblicata da Feltrinelli Cinema e oggi sono andata ad ascoltare Gipi all’Accademia di Belle Arti di Bologna per Aspettando Bilbolbul E però come succede con le coincidenze a volte se poi ci vai a guardare bene dentro ci trovi dei rimandi interessanti. Per esempio ieri Philip Roth raccontava che a un certo punto uno scrittore deve venire a patti con la vergogna che prova davanti alla pagina e liberarsene, per lasciar fluire la scrittura liberamente. Gipi oggi ha parlato anche lui di vergogna e in un certo senso di responsabilità di artista nei confronti di quello che narra. Gipi ha scelto di superare il problema della vergogna attraverso il rispetto degli altri ovvero inglobando una profonda compassione per l’umano nelle storie che scrive e disegna, trattando di vicende che gli sono capitate in prima persona, senza avventurarsi in luoghi a lui sconosciuti, e prendendo tutto il peso della vergogna su di sé, agendolo nelle sue storie. Roth invece parla di superamento della vergogna, e parla di alter ego, ovvero rifiuta (almeno in quell’intervista) l’etichetta di scrittore autobiografico. Dice che per scrivere ha sempre avuto bisogno di un alter ego, che facesse da filtro tra lui e la storia. Questo nella realtà non esclude la presenza di materiale autobiografico nei suoi romanzi ma lo mette in secondo piano.

Ho sempre trovato interessante l’intreccio nelle narrazioni di autobiografia, vergogna, responsabilità. In che misura una narrazione autobiografica può diventare interessante per un lettore esterno. Con che metodo si riesce a superare la vergogna dell’atto arrogante di scrivere. In che modo si può venire a patti con l’alta responsabilità data dalla parola.

Ho comprato due libri oggi direttamente e indirettamente citati da Philip Roth nella sua intervista. Di due scrittori che lui reputa molto importanti per la sua formazione. Singolarmente nella quarta di copertina di entrambi si parla di narrazione autobiografica. Sono Le avventure di Augie March di Saul Bellow e Il sistema periodico di Primo Levi. Nella quarta del libro di Levi c’è una citazione di Bellow. Ci vorrebbe una copertina di Gipi per chiudere il cerchio, ma non sempre il cerchio si chiude ed è più bello così.

Annunci
Archiviato in:fiction e non fiction, fumetto e illustrazione, scaffale, scrittura

About the Author

Pubblicato da

sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...