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Un alieno in frac (Bianca Bagnarelli, Fish)

tumblr_n1bl7zlMue1rjkfwzo2_r1_1280Cerco di ricostruire quale sia stata la prima cosa che mi ha colpito delle immagini di Bianca Bagnarelli, cercando di ripristinare un grado zero della conoscenza, e credo che la prima primissima cosa sia stata la colorazione. Spesso le immagini di Bianca sono solo un poco più che monocrome, tutta la tavola riesce a dettagliarsi accostando diverse tonalità di uno stesso colore. Anche Fish è così, a partire dalla copertina, ed è tutto giocato sui toni del rosa, violaceo, vinaccia, rosso ma molto poco caldo: una punta di blu c’è sempre, sembra addirittura nel giallo. L’effetto di una colorazione di questo tipo è molto elegante, vagamente estetizzante, come da filtro fotografico. Ed è questa quindi la prima impressione che si ha leggendo un fumetto di Bianca: eleganza. Un’eleganza, moderna, che quindi di per sé implica il mettersi belli celando quel che si è nella vita di tutti i giorni.Fish_11

Questo è il primo strato, quello elegante appunto, che invita i curiosi ad andare a scavare sotto. Ed ecco che qui e là compaiono altri colori, fuori dal coro, e soprattutto si delineano le forme. Un’altra caratteristica dei disegni di Bianca è che sono vagamente alieni. Sotto il frac, c’è l’alieno. Le orecchie grandi e gli occhi piccoli, il viso un po’ a triangolo con il cranio largo in alto. Sono alieni, molto eleganti, molto ripuliti. È stile.

E così scorrono le tavole: è tutto realistico, molto riconoscibile, ma c’è sempre qualcosa di elegantemente inquietante, un piccolo scarto dissonante. Immerso in una luce fredda e violacea, da liquido amniotico che non funziona esattamente come sulla terra.

Qualcosa di plastificato scorre anche nelle vene di Milo, il protagonista di Fish, anche se è in quella età che più vivi non si può. Però lui è come criogenizzato, in attesa di digerire quello che gli è successo, la tragedia terribile, che, se lo è sempre, ancora di più lo sarà a dodici anni: la morte violenta dei genitori. Ed è come sentirle le rotelline nella sua testa che girano sciaguattando in una pania quasi non più liquida che ne rallenta i movimenti. Mentre fa le cose di ogni giorno di un’estate, già lenta in sé e che ora raccoglie anche il primo tremendo anniversario.Fish_10

Come deve essere affogare? Come rispondono gli organi interni all’invasione dell’acqua? Di cosa sa l’ultima bolla d’aria?

E poi, insieme, visto anche l’arrivo di quella età in cui siamo tutti un poco mostri, in cui le cellule del nostro corpo lavorano alla stessa velocità impazzita dei nostri pensieri e non si capisce se è il mondo invischiato nell’ambra o siamo a noi a dibatterci ancora e inutilmente per non diventare fossili, insieme, dicevo, lo studio del corpo e delle sue cause ed effetti: siano intriganti ombre sulla tovaglia, osceni movimenti interni o deturpanti decadenze irreversibili.

Di questo parlano ventiquattro pagine di racconto breve di Bianca Bagnarelli, nel formato sperimentato dalla casa editrice Nobrow per dare spazio a giovani autori internazionali. Ed è un enorme risultato riuscire a sviluppare una storia da uno spunto così (tragicamente) minimo e costruirci intorno metafore complesse sulla morte e sulla vita. L’acqua, i pesci, l’affogare, la morte.tumblr_n6i78gMadA1rjkfwzo1_1280

La struttura del fumetto è semplice, anche se l’autrice cambia continuamente gabbia, dando più importanza allo svolgimento sulle due pagine affiancate. I punti di vista, gli scorci sono variati, mossi, efficaci. I dialoghi mai forzati, non vogliono raggiungere nessun “punto”, la scrittura è salda e ben meditata. Qualche rigidità nelle anatomie, nei movimenti di lotta soprattutto, in questo caso non inficia la lettura complessiva, riporta qualcosa ancora di alieno.

Nonostante l’impressione estetizzante iniziale, i fumetti di Bianca sono tutt’altro che freddi e concentrati sugli aspetti cerebrali e costruttivi: l’importante è quello che fa di noi alieni sotto l’abito da frac, i movimenti interni, quelli delle rotelline che possono anche girare storte per un attimo, per un anno o finché non girano più. L’emozione, ma poco urlata, meditata, quella che fa crescere.

Fish – Bianca Bagnarelli

Nobrow, 2014

24 pp., colori, 9 €

www.nobrow.net

http://biancabagnarelli.tumblr.com/

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Archiviato in:fumetto e illustrazione, scaffale

About the Author

Pubblicato da

sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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