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Una sfida (minimal) – Giorni 7, 8, 9, 10

Continua la Minimalism Challenge (Sono rimasta sola? Mi ricevete?) con i giorni 7, 8, 9 e 10.
Tre giornate semplici, perché bene o male avevo già imparato ad affrontare quel tipo di sfide, e una difficile.
Parte il filotto.

Giorno 7 – Meno caos sullo scaffale (digitale)
Schermata 2015-02-10 alle 15.11.04
Qui parto ben messa perché seguo pochissimi blog, e anche quelli che seguo (devo dirlo onestamente) li leggo in modo molto discontinuo, seguendo più la pancia che il feed a cui sono iscritta.
Sono per altro molto disordinata nella gestione dei bookmark, non ho mai trovato una modalità intelligente per categorizzarli, e quindi periodicamente elimino tutto e finisce che mi salvo soltanto illustratori o fumettisti che voglio tenere sotto controllo.
Ma anche in quest’ultimo caso ormai è molto più utile Facebook o Tumblr e quindi uso poco bookmark e feed anche per questo fine.
Cosa diversa le newsletter (di cui avevo parlato anche qualche giorno fa): ho dedicato a loro e alle iscrizioni a qualsivoglia sito internet una casella gmail, ma periodicamente mi disiscrivo da tutto, perché anche se non controllo quella casella ogni giorno mi crea caos mentale.

Ma le vere letture che devo diminuire sono di altri due tipi.
Prima di tutto le finestre che lascio aperte sul computer o la malvagia app Pocket. Durante il giorno mi sommergo di articoli che trovo in giro per internet ma su cui non voglio soffermarmi in quel momento per continuare a lavorare: questi articoli a fine giornata rimangono aperti sul computer o sul cellulare o su Pocket, che è per l’appunto un’app per salvare articoli interessanti per una lettura futura. Inutile dire che questa lista crea ansia. Nel 90% dei casi quegli articoli non li leggo mai e vengono eliminati periodicamente. Bisognerebbe seguire di più la regola: o ora o mai più. E non preoccuparsi troppo se il più delle volte si finisce per scegliere il “mai più”.
L’altro tipo di letture da diminuire è quello ammassato nella libreria fisica, o in qualsiasi altro punto della casa. Ma per quello, temo davvero che mi ci voglia uno psicanalista e uno sforzo di volontà davvero titanico. Però ci sto provando e poco a poco ho preso a eliminare libri nelle maniere più semplici, creative o addirittura tabù: vendendoli al Libraccio, donandoli alle biblioteche scolastiche, organizzando tombole con gli amici, gettandoli nella spazzatura.

Giorno 8 – Quant’è bella la solitudine
Schermata 2015-02-10 alle 15.11.12
Questa sfida è caduta di domenica e non c’è stato nulla di più facile. Sono uscita e sono andata a visitare da turista nella città dove abito, guida alla mano, degli angoli di Milano che ancora non conoscevo o su cui non mi ero mai concentrata. Ho camminato tre ore e tornata a casa mi sono dedicata a qualcosa di sicuramente meno piacevole ma che comunque mi ha esiliato dall’umano consesso: i conti di gennaio. Noia assoluta, molta poca gioia, ma la sfida della giornata è stata vinta. E senza particolari difficoltà riguardo ai suoi contenuti: mi rendo conto che stare lontana dai social non è complesso quando ho altro da fare. :)

Giorno 9 – Il minimalismo estremo delle ragazze acqua e sapone

Schermata 2015-02-10 alle 15.11.17Qui ho avuto davvero vita facile: quando va bene uso un prodotto di bellezza al giorno (la crema idratante), quando va meglio quattro o cinque (rossetto, mascara, matita per gli occhi, smalto, latte detergente). Compresa la cura igienica di base, quindi, utilizzerò una decina di prodotti in tutto.
Poi ci sono più occorrenze per prodotto: su tutti i bagnoschiuma, i saponi e gli smalti.
A inizio anno, però, nella mia corsa all’eliminazione del disordine e grazie anche a questo libro qui, avevo già eliminato un bel po’ di cose, scadute o non più/mai utilizzate. Come sempre, era stato davvero catartico e corroborante, lo consiglio a tutti.

Giorno 10 – Il primo fallimento?
Schermata 2015-02-10 alle 15.30.12

Diciamoci la verità: ormai non si può passare un giorno lavorativo senza controllare le mail fino all’ora di pranzo, o forse dipende molto da cosa hai messo in agenda quel giorno e quanto puoi permetterti di procrastinare alcune attività e risposte.
Però è già qualche tempo che sto facendo del “lavoro” in questo senso: se non sopporto chi non risponde mai alle mail, è anche vero che ormai siamo così subissati di email che bisogna impegnarsi a trovare una priorità nelle risposte e non essere uccisi dai sensi di colpa se non si risponde nel giro di pochi minuti o anche ore. O al massimo, giorni. Sì, ho scritto “giorni”.
Alcune mattine la mia casella di posta si riempie all’inverosimile e ormai ho capito che la cosa importante è trovare un metodo di archiviazione delle email che mi permetta di salvare tutto al posto giusto e magari non rispondere immediatamente ma sapere come recuperare l’informazione e/o in che modo inserire in agenda quello che devo fare. Funziona, e anche se non rispondo immediatamente, rispondo.

I social sono diversi. In questo caso penso davvero che se non rispondo subito o se non rispondo mai, non muore nessuno. Per questo chiedo sempre di scrivermi sulla mail per questioni di lavoro: non voglio perdermi pezzi. Sui social ormai ci siamo tutti, anche quelli che erano incalliti detrattori del mezzo. Ma nel il 95% dei casi stiamo cazzeggiando, ci stiamo facendo i fatti degli altri, o ci stiamo facendo belli. Quel che resta, forse (forse forse forse) è informazione. Se anche la recepisco domani, il più delle volte non cambia niente. E quella singola volta in cui cambia… amen.

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

1 Comment so far

  1. Davvero tenace.
    Io invece non programmo mai nulla, non organizzo, non faccio buoni propositi, la programmazione stessa mi mette ansia. Per cui improvviso.
    Uhm…domani comincio anch’io a chiudere un po’ di finestre

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