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Una sfida (minimal) – Giorni 11, 12, 13, 14, 15

Ormai avrete capito che la difficoltà maggiore di questa sfida per me non è tanto la sfida in sé ma scriverne ogni giorno, come si vede dal titoletto lassù dove a ogni post si aggiungono sempre più cifre. Del resto la sfida esorta anche ad abbandonare i pesi inutili e quindi ho istintivamente deciso di non aggiungere la registrazione giornaliera sul blog dei miei risultati alla lista delle cose da fare.
Spero comunque che queste poche righe possano essere utili a chi mi legge, anche se penso che lo svolgersi di questa particolare Challenge sia molto personale e, ogni giorno che passa, mi rendo conto che possa servire soprattutto a far riflettere su alcune nostre abitudini e iniziare a scardinarne alcune, quelle più negative.

Giorno 11 – Valutare i propri impegni (e ripristinare il giusto ordine di priorità)
Schermata 2015-02-15 alle 18.43.41
La sfida è apparentemente molto neutra, volutamente penso. Valutare gli impegni che ci siamo presi con noi stessi o con il mondo non vuol dire di per sé eliminarne: ci potremmo trovare alla fine della lista soddisfatti di quello che facciamo, senza pesi inutili che ci portiamo dietro per obbligo autoimposto. Fare un check ogni tanto però penso sia utile. Soprattutto, come nel mio caso, quando la differenza tra lavoro e hobby è molto labile. Mi spiego meglio: per chi fa mestieri creativi spesso, e nel migliore dei casi, la differenza tra il lavoro e quello che si fa nel tempo libero è che nel primo caso si viene pagati, nel secondo quella cosa la si fa per interesse personale o desiderio di crescita artistica, su base volontaria (auspicabilmente) temporanea. Per esperienza personale posso dire che l’investimento emotivo speso in questi progetti rende difficile capire quando la spinta si è ormai esaurita e sarebbe l’ora di dirigere altrove il proprio interesse. Penso che sia quindi utile fare un check ogni tanto, per rendersi conto se c’è qualcosa da eliminare, che toglie tempo mentale e tiene ancorati a delle vecchie versioni di se stessi. Il check può servire anche a ripristinare il giusto ordine di priorità e a non schiacciare progetti che avrebbero bisogno di più aria.

Giorno 12 – I progetti/obiettivi/desideri per quest’annoSchermata 2015-02-15 alle 18.50.50Di solito i propositi per l’anno nuovo si fanno quando appunto l’anno è nuovo, cioè all’inizio dell’anno.
Ma è anche vero che ogni momento è buono e se ci viene in mente un buon progetto non ha senso pensare che il momento per iniziarlo non sia questo: un conto è aspettare fino a lunedì prossimo prima di iniziare la dieta, altro aspettare il primo gennaio, no?
Qui trovate i suggerimenti per pensare ai vostri propositi in modo minimalista. L’idea è sempre quella: non farsi prendere dall’ansia e frenesia di dover accumulare, anche in questo caso, roba su roba. Meglio un solo obiettivo che ci sta veramente a cuore che mille che dimenticheremo il giorno dopo.
Io ne ho segnati due: una cosa che voglio decidere e una cosa che voglio concludere. E magari tra un anno vi dirò come è andata.

Giorno 13 – Ripulisci l’armadio

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Questa è stata facile! O meglio è stata difficile ma era una sfida che avevo già affrontato a inizio anno, e a dir la verità ci avevo messo ben più di un pomeriggio. Penso anche che sia una sfida da ricominciare ogni tanto per dare una ventata di freschezza al guardaroba. Spesso (sempre) si tengono cose che non ci vanno più bene, che non ci piacciono più, che andavano bene ai noi stessi di qualche anno fa. Controllare l’armadio in questo senso ogni tanto non è male. E anche semplicemente buttare le cose che sono ormai rotte, lise, permanentemente macchiate, piccole, grandi, etc è una gran liberazione, a cui abbandonarsi senza sensi di colpa. Anche perché ci sono mille modi per riciclare i vestiti (ben messi) che non vogliamo più. Io per esempio ho riempito una decina di sacchi di plastica e ho conferito tutto a Humana.
Ah, il workbook di Anuschka prima o poi lo utilizzerò (al prossimo check), se volete poi vi racconto come è andata.

Giorno 14 – Imparare cose nuove

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L’ideale sarebbe imparare una cosa nuova al giorno e invece che riempirsi di cose, riempirsi di conoscenza. Ho il sospetto che anche questa possa diventare una ossessione fagocitante tempo e tranquillità mentale, ma tra tutte le tipologie di accumulo di cui ci si può ammalare, mi sembra la meno distruttiva.
Ieri, però, io ero un po’ ammalata, avevo mal di testa e poca energia per concentrarmi su qualcosa di intellettuale o uscire e fare qualche nuova esperienza all’aperto. Però una cosa nuova l’ho fatte e quindi l’ho imparata: piccola ma la vita è fatta di piccole cose. :)
Prima cosa: ho fatto gli gnocchi alla romana, un piatto che mi faceva sempre mia nonna quando ero piccola e che penso sia uno dei migliori comfort food all’italiana: semolino, formaggio e mezzo chilo di burro; facilissimi e guduriosissimi.
(Ah, io i tuorli non li ho messi, perché mi pareva di ricordare che mia nonna non li mettesse, ma la prossima volta seguo la ricetta che vi ho linkato, nella mia versione si spappolavano troppo!)

Giorno 15 – Nuove abitudini
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Vi ho già detto che non amo molto le abitudini, cioè penso di non aver proprio la testa programmata per essere abitudinaria. Però immagino che alcune abitudini siano positive, quindi mi sono applicata e ho terminato anche questa sfida.
Nei consigli per fissare i propri obiettivi (v. giorno 12, più sopra) Anuschka insegna che sono proprio le abitudini giornaliere consolidate a portarci più vicini ai nostri obiettivi. Se voglio scrivere un libro, per esempio, mi aiuterà pensare a quale momento della giornata mi verrà più facile riuscire a incastrare le due o tre ore dedicate alla scrittura quotidiana e poi ripetere ogni giorno quella programmazione finché l’abitudine non prende piede. Ripetete l’esempio per quello che vi interessa, modulando e variando (correre tutti i giorni, meditare la mattina, etc.).
Ecco, se io riuscissi anche solo a rendere quotidiani i passi che mi porteranno a realizzare i miei due propositi per quest’anno sarei contenta. Oltre alle due o tre ore da dedicarvi ogni giorno, mi piacerebbe anche abituarmi a camminare di più ogni giorno. Lavorando in casa per almeno tre giorni alla settimana è abbastanza facile che mi affossi alla scrivania e che non riacquisti la posizione eretta fino all’ora di assumere quella sdraiata e NON VA BENE.
Ecco quindi le abitudini che vorrei assumere: due o tre ore al giorno da dedicare ai miei obiettivi dell’anno (lo so sono criptica, ma sono fatti miei :D ) e una camminata al giorno (ovvero: alza il culo dalla sedia!).
Se poi riuscissi anche a eliminare l’abitudine di guardare come prima e ultima cosa il cellulare (e molta strada ho già fatto e sto facendo) sarei una donna più felice!

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

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