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Una sfida (minimal) – L’ultima settimana (dal 23 al 30)

[La foto in evidenza è di Gianluca Costantini]

Non avrei mai pensato di riuscire a scrivere questo ultimo post. Per chi non mi conosce poi tanto, devo confessare di essere un’ottima inconcludente per quanto riguarda i miei progetti personali. Non lo dico con orgoglio, questa è autocritica pesante, ma come dimostra questo post anche su questo si può lavorare: chiudo ufficialmente la sfida minimalista, che potete cominciare a seguire qui.

Giorno 23 – Niente trucchiSchermata 2015-03-04 alle 11.23.05

E qui si è svolto un nuovo fallimento per quanto riguarda questo specifico tipo di sfida! Era lunedì, e di solito io il lunedì vado in redazione (la maggior parte del tempo lavoro da casa, essendo una simpatica libera professionista, ma questa è un’altra storia) e in questo caso ho dovuto applicare la mia nota flessibilità e creatività. Ovvero: io sono sempre struccata, questa è la situazione normale della mia vita. Non indosso maschere, se intendete il trucco in questo modo, per il 100% della mia vita; non spreco tempo, se intendete il trucco come uno spreco di tempo, quasi mai nell’economia della mia giornata. E però: a volte ci vuole! E quindi quel lunedì che andavo in redazione me ne sono fregata della sfida minimalista e ho deciso che il mio minimalismo ben sperimentato per sei giorni alla settimana potesse prendersi una pausa e applicare un trucco molto minimale (crema + correttore + mascara). Il minimo indispensabile per sentirmi carina e curata e a posto.

Giorno 4 – Guardati attornoSchermata 2015-03-04 alle 11.23.09Queste “piccole” cose sono le più difficili per me: sono capace di cambiare le piccole abitudini della mia vita quotidiana, anzi molto spesso è una cosa che faccio con gioia e che ricerco attivamente, ma quando si tratta di modificare l’umore con cui quelle cose le faccio tutto si fa più difficile. Normale. Ho interpretato questa sfida come una spinta a rimanere più calati nel presente, cosa che manca credo al 90% di noi sempre trasportati in avanti e a volere altro, a volere di più. Facile dimenticare quello che già abbiamo e quanto ci rende felici. La mia gatta, il mio amore, la mia casa, il lavoro che faccio, il mio computer, l’abbondanza di libri, serie televisive, film, musica, a cui ho accesso e che possono cambiare in meglio la mia giornata, il cibo che posso cucinare. Fermiamoci qui, ma il senso è chiaro: siamo fortunati e nella nostra vita c’è tanto di cui essere contenti.

Giorno 25 – Non pianificare una giornata interaSchermata 2015-03-04 alle 11.23.15Non era il giorno giusto, tra il lavoro da finire la mattina, un incontro di coaching e una presentazione di Retina programmata a Spazio bk, però a volte queste indicazioni possono essere comprese a fondo e possiamo portarcele dietro per un po’, senza doverle applicare proprio quel giorno. Non so se avete presente, se capita anche a voi, quei rari giorni di vacanza in cui sei pervaso da una vaga sensazione di ansia: riempi tutta la giornata di cose da fare, oppure non fai niente e rimani depressa tutto il giorno sdraiata su un divano. In quei giorni di vacanza, di solito il primo della serie (se una serie c’è), di solito non riesco a godermi nulla. Penso abbia a che fare con lo stress che vivo nel resto delle mie giornate lavorative, in cui devo raggiungere mille obiettivi e spesso sono in affanno. Qualche giorno fa dicevo a una mia amica che bisogna essere più comprensive con se stesse: spesso non è possibile fare tutto quello che si è prefissati di fare in una giornata e alla fine è bene “perdonarsi” e dirsi che lo si farà domani o quando sarà possibile. Ecco, il venticinquesimo giorno non sono riuscita a non programmarlo ma questo l’ho portato con me: “non fare domani quello che puoi fare oggi è un buonissimo consiglio”, ma spesso in vite che sono modellate su quel proverbio quello che veramente serve è dirsi ogni tanto “non fare oggi quello che se fai domani non casca il mondo”.

Giorno 26 – Stress stress stress!!!Schermata 2015-03-04 alle 11.23.20Credo che ce ne sia uno solo: quando non posso fare quello che voglio e mi vengono messi i bastoni tra le ruote e mi viene detto che cosa devo fare e mi sento messa in discussione.
Questo non vuol dire che io sia destinata ad accettare il compromesso per non finire stressata. Vuol dire che devo trovare il modo per agire in modo libero senza pestare i piedi agli altri e senza che gli altri li pestino a me. E comunque lo yoga continuerà a farmi del gran bene.

Giorno 27 – Butta via tutto!Schermata 2015-03-04 alle 11.23.24Vi precedo: se non vivete da sole interpellate i vostri coinquilini e compagni perché se sono legati a quello che butterete potrebbero prenderla male. Però sono d’accordo che buttare via le cose che affollano le nostre vite abbia un effetto terapeutico. Io ho ripulito tutta la cucina, buttando via marmellate scadute, ciotole sbreccate e cucchiai di legno impregnati di umidità. Siamo stati cresciuti in un modo che non ci rappresenta più, dove le cose venivano accumulate e conservate all’infinito come segno di abbondanza e ricchezza. Questo non vuole essere un inno allo spreco, ma all’uso oculato e alla spartanità, in cui mi riconosco molto. La “roba” occupa il mio cervello e ruba spazio a pensieri, sentimenti, desideri, o anche alla calma. Le cose mi innervosiscono e quelle sì sono “stress triggers”.

Giorno 28 – Pochi obiettivi ma buoni

Schermata 2015-03-04 alle 11.23.28
Per marzo ne ho fissati solo due, in tutto il mese. Se riuscirò a realizzarli potrò dirmi felice, ma in realtà ne basta anche solo uno, il primo, quello vitale.

Giorno 29 – Spegnere tutto, per un po’ di silenzioSchermata 2015-03-04 alle 11.23.33
La regola è facile e può anche essere riassunta in una massima di questo tipo: fai una cosa alla volta! Ormai è praticamente luogo comune lo stimolo al multitasking, ma in alcuni casi è davvero un peso sulle spalle che può essere evitato. Se stiamo lavorando su altro non c’è bisogno di essere sempre disponibili. Soprattutto se sto scrivendo, studiando, in generale mi sto concentrando su qualcosa, ormai ho deciso che il cellulare può essere spento o messo in modalità aereo. Magari non cambia nulla (non mi disturberebbe nessuno lo stesso) ma psicologicamente mettere un filtro con il resto del mondo è molto efficace, e una volta finito si potrà dedicare anche dieci minuti ai social, come se fosse un premio. Quando ci si renderà conto di quanto è stupido e inutile il premio, saremo pronti al livello successivo. :)

Giorno 30 – Consumare di menoSchermata 2015-03-04 alle 11.23.37Ho già parlato del Kakebo in un post precedente e in generale del modo in cui organizzo le mie spese, ma in realtà ogni strumento può essere utile per decidere se quello che stiamo per comprare è utile o meno e soprattutto se andrà a sommarsi a un numero imprecisato di cose uguali o analoghe che già stipiamo nelle nostre case. Ho da sempre una fascinazione per le piccole case, iper organizzate, dall’Ikea ad Apartment Therapy adoro le foto di appartamenti in cui sembra che ci sia solo un oggetto per ogni categoria e dove anche le tazze sono contate e non c’è niente fuori posto. Mi rendo conto che possa essere ossessivo, ma trovandomi io ancora nella pura fase di “tensione a”, direi che non corro rischi. Questo per dire che cerco davvero di comprare molto poco e ultimamente molte di queste cose sono digitali o effimere: tra le cose forse inutili ma distensive posso conteggiare videogiochi per computer o cellulare, tra quelle esperienziali e che “non occupano spazio” cene in bei posti. Insomma, ci si può far del bene senza riempire gli armadi. Tutto sta forse anche nel riconoscere che ci si sta facendo del bene, nell’esserne contenti e nel continuare a buttare via tutto il superfluo dalle nostre vite!

Conclusioni a fine sfida

Una sfida di trenta giorni che dovrebbe portare più vicino ad alcune pratiche. Non penso che tutte siano integrabili nella mia esistenza, e anche questa selezione è minimalista a modo suo, ma in generale penso che mi porterò dietro una maggiore attenzione a come sto nel momento, a quanto sono presente, a quanto peso inutile mi porto dietro (che sia mentale o materiale) e a come fare per togliermelo dalle spalle (buttare ed essere rispettosa di me stessa).
Spero che qualcuno mi abbia seguito fin qui e che possa aver colto qualche suggerimento da questo piccolo viaggio, se vi va di scrivermelo nei commenti sarò contenta di leggervi.

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sono inquieta e pigra; un’ultra indipendente dal cuore tenero; sono timida e snob, sgarbata e sorridente, pensierosa e volatile, insicura e superba. sono tante cose insieme e spesso nessuna che conti davvero. ho un fascino a me nascosto che inspiegabilmente fa sì che la gente si ricordi di me. il più delle volte vorrei essere invisibile, ma ho un amore a tratti corrisposto per il palcoscenico, il più bel posto del mondo. ho il musetto da bimbetta ma le mie spalle sono larghe. tra tanti ho un desiderio e tra infinite un’idea fissa: permettermi il lusso di fare il lavoro che mi piace.

6 Comments

  1. Ciao Elena,
    complimenti per aver portato a termine questa sfida. Devo dire che è molto interessante e penso di farla io stesso. Proprio in questi ultimi giorni ho riflettuto spesso su alcuni temi proposti nella trenta giorni e quindi sono molto incuriosito dalla sfida. La riporterò sicuramente sul mio blog. Poi magari commenteremo insieme i risultati ottenuti.
    A presto

      • Ciao Elena, eccomi qui dopo una settimana di sfida minimal. Riassumo in tre concetti quello che per me è risultato importante: meditazione, pulizia dei social e basta lamentele. Ne ho scritto un bel articolo e ti ringrazio. Ci sentiamo presto per i prossimi aggiornamenti.

  2. Cara Elena,
    Avevo scritto un commenti lunghissimo ma l’ho cancellato non so come e allora riassumo:
    brava! Ce l’hai fatta! Spinta da te e dalle tue parole, così vicine, ci ho provato almeno due volte nel corso di questi giorni, io però ho fallito, fermandomi al punto due o tre, che neanche ricordo più, tutto affogato nel fragore delle cose intorno uff. Ma da domani ci riprovo. Lo prometto a te e a me e prometto di aggiornarti, se vorrai.
    Temo già che comincerò domenica o lunedì.
    Intanto, grazie.
    Marta

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